Lasciate perdere Star Trek Discovery

Recensione di Irma Panova Maino

Se volete vedere una serie in tv che rientri nel genere fantascienza, lasciate perdere Star Trek Discovery e guardate altro.

Tutto sommato la recensione potrebbe anche finire qui, ma non sarebbe corretto non tentare di spiegare, almeno in parte, perché questa nuova serie fa acqua da tutti i lati e non è di certo all’altezza di quelle che l’hanno preceduta.

Le prime due stagioni di Discovery sono noiose, scontate, piene di pietosi arzigogoli in cui la protagonista Michael Burnham, interpretata da Sonequa Martin-Green, si lancia per cercare di strappare almeno un sospiro commosso nel telespettatore.

Ed è proprio dalla protagonista che parte lo sfacelo, ma non solo. Nulla di nuovo, nulla che non sia stato già visto, trattato e approfondito in altre serie, a partire dalla guerra con i Klingon per finire con l’entrata in scena di uno Spock che nulla ha a che vedere con il mitico personaggio che tanto abbiamo amato.

Ma forse non è nemmeno colpa sua, molto probabilmente è la sceneggiatura che non è stata all’altezza e ha disatteso ogni aspettativa. In compenso, ed è bene dirlo, i personaggi teoricamente secondari, o di contorno, sono decisamente molto più credibili di quanto non lo siano i protagonisti.

Ma chi sono i protagonisti?

Non illudevi, in Discovery non c’è un vero e proprio equipaggio fisso, personaggi che con le proprie caratteristiche contribuiscono ad arricchire la trama e a dare quegli spunti necessari per alleggerire le tensioni o per essere usati per meglio comprendere gli sviluppi della storia.

E la pecca peggiore si riscontra proprio nella scelta, decisamente poco felice, di cambiare continuamente i capitani alla guida di una magnifica e bellissima ammiraglia U.S.S. Discovery. Di contro, il tutto ruota intorno a Michael Burnham che oltre a diventare imbarazzante, da tanto è frignona,  manca di spessore e di credibilità. 

Quindi, sarà bene approfondire questo personaggio. La Burnham viene adottata da Sarek, padre di quel famoso Spock che conosciamo. Viene cresciuta su Vulcano ed educata secondo tutti i precetti vulcaniani, ormai ben noti. Ebbene, a parte il fatto che l’attrice in sé dovrebbe cambiare mestiere, il personaggio dimostra una pietosa emotività che nemmeno Mario Merola potrebbe eguagliare… e il tutto continuando a spacciarla come una pseudo vulcaniana. L’entrata in scena di Spock sembrerebbe migliorare la situazione, salvo poi cadere nuovamente nella banalità, togliendogli corpo e spessore al punto tale che persino il buon, vecchio Leonard Nimoy si rivolterebbe nella tomba.

Una nota a favore va invece ai personaggi di Ash Tyler (Shazad Latif), il capitano/imperatrice Philippa Geogiou (Michelle Yeoh), Paul Stamets,  interpretato da Anthony Rapp e il primo ufficiale kelpiano Saru (Doug Jones). Ovviamente, ognuno di loro viene continuamente messo in ombra da una Burnham che risolve le situazioni… frignando.

Buttiamo via tutto?

Se proprio voglio essere onesta, sì. I pochi spunti che avrebbero potuto dare linfa e vigore alla serie, sono sempre stati alla fine ridotti ad accenni pressoché velati di cose che si sarebbero potute dire, comprendere, sviluppare e, alla fine, emozionare.

La seconda stagione si chiude in modo piuttosto patetico, rasentando il ridicolo grazie alla tuta spazio-temporale di Burnham, facendola sembrare la brutta copia di un super eroe della Marvel… una copia davvero molto brutta! 

In compenso gli effetti sono straordinari e giustificano il budget impiegato per produrre la serie.

Concludendo, se siete abbastanza giovani da non essere cresciuti all’ombra del capitano James T. Kirk e della USS Enterprise NCC-1701, andando alla scoperta di nuovi mondi e nuovi universi, allora forse, ma dico proprio forse, questo Discovery potrebbe farvi quantomeno sorridere. 

Ma se siete dei vecchi Trekkiani e vi siete goduti tutto l’evolversi di Star Trek, allora vi consiglio vivamente di stare lontani da questo penoso capitolo.

Trailer

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