W Don Matteo

i-medici-1W Don Matteo

di Andrea Ravel #unodiEEE

Si è conclusa da qualche settimana la serie TV “I Medici” sulla quale i giudizi della stampa sono stati abbastanza negativi. Le critiche hanno riguardato la banalità della trama e dei dialoghi, la caratterizzazione dei personaggi e la cattiva qualità di aspetti più tecnici quali la recitazione, il doppiaggio e la fotografia.

Non voglio infierire a distanza di tempo, su questa produzione, vorrei invece tornare su un altro genere di critica che le è stata rivolta e cioè sul fatto che gli sceneggiatori hanno distorto la verità storica, manipolandola a proprio uso e consumo.

Tralasciando che spesso erano inquadrati palazzi e monumenti che sarebbero stati edificati solo decenni più tardi rispetto all’epoca della narrazione (Ponte Vecchio con botteghe e corridoio Vasariano, cupola di San Lorenzo, etc.), le considerazioni negative hanno riguardato soprattutto due circostanze: la prima delle quali costituisce anche l’incidente scatenante della narrazione e cioè la morte del vecchio Giovanni de’ Medici (interpretato da Dustin Hoffman) e il sospetto che fosse stato avvelenato dal rivale Rinaldo degli Albizzi (tra l’altro Rinaldo nello sceneggiato è presentato come un coetaneo di Cosimo, figlio di Giovanni, mentre nella realtà era di vent’anni più vecchio). Questo presunto avvelenamento, non solo dà l’avvio alla serie, ma costituisce anche l’ossessione di Cosimo e l’elemento intorno al quale ruota buona parte della storia.

L’altro punto che ha fatto molto discutere è proprio la morte di Rinaldo Albizzi che viene anticipata al momento del suo esilio, lasciando intendere che sia stato assassinato (insieme al figlio) da Cosimo. (In realtà Rinaldo morirà nove anni dopo, ad Ancona, nel suo letto ed ebbe ben dodici tra figli e figlie di cui molti gli sopravvissero).

Premesso che è normale, prendersi un certo grado libertà dalla Storia, mi chiedo cos’altro potevano fare questi poveri autori alle prese con una verità storica abbastanza banale. Se è vero, e lo è, che la trama procede per conflitti successivi tra i personaggi, in mancanza di conflitti veri, chi ha scritto la sceneggiatura ha pensato bene di inventarne uno fittizio che servisse da avvio di tutta la storia. E che conflitto! Nientemeno che una faida familiare causata dall’uccisione del padre del protagonista ad opera del cattivo di turno. Peccato che in questo modo una lotta per il potere tra due famiglie che incarnavano due diverse concezioni del mondo: quella aristocratica e medioevale degli Albizzi, ormai in dissoluzione e quella mercantile e rinascimentale dei Medici (che avrebbe fatto di Firenze e dell’Italia il centro dell’universo).

Questa visione contrapposta, potente e drammatica di un’epoca che muore e di un’altra che nasce e che rappresentava un eccellente conflitto, è stata ridotta da sceneggiatori e regista al livello di una faida mafiosa tra famiglie, con tanto di sicari armati di pugnali e veleni e nobildonne che si azzuffano come popolane. I protagonisti, autentici giganti sono stati trasformati in piatti stereotipi preoccupati solo di chiedersi per oltre otto ore di film che abbia ucciso il proprio padre. È chiaro che anche la performance degli attori ne ha risentito (a cominciare da Dustin Hoffman che per quattro puntate si è limitato a grugnire, ammiccare e recitare al figlio lezioncine su come fare soldi).

E lo spettatore? Beh, si sarà chiesto dove stia la grandezza dei Medici e che differenza ci sia tra Cosimo e Al Capone e avrà concluso: se questo è quello che sa fare la RAI, allora W Don Matteo!

i-medici-2

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

8 + 9 =

*