Veloce come il vento: fratelli su 4 ruote

I fratelli De Martino (Stefano Accorsi e Matilda De Angelis)
I fratelli De Martino (Stefano Accorsi e Matilda De Angelis)

di Renata Morbidelli

Recentemente sono andata a vedere il film Veloce come il vento (titolo internazionale: Italian Race) e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Pur essendo una pellicola apparentemente incentrata sul mondo delle corse automobilistiche, ci si accorge, fin dalle prime scene, che in realtà è una storia di fratelli. Giulia De Martino (Matilda De Angelis) è una giovane promessa del campionato GT. Durante una gara, proprio mentre lei sta andando fuori strada, un malore stronca il padre. Al funerale il fratello maggiore Loris (Stefano Accorsi), che ormai da anni vive in una roulotte, si presenta strafatto insieme alla sua fidanzata e dà spettacolo di sé. Come se non bastasse, attratto dall’idea di mettere le mani sull’eredità di famiglia, si trasferisce con la compagna Annarella a casa dei fratelli minori. Purtroppo per lui e le sue mire, la situazione non è di certo tra le più rosee: la cascina dove sono cresciuti, e dove abitano, è soggetta a ipoteca perché il padre s’è giocato tutto puntando sulla vittoria della figlia al campionato GT e le uniche eredità sono la passione per le corse automobilistiche e la disperazione che spinge al limite le loro esistenze. Le cose si complicano ulteriormente quando, per evitare lo sfratto ai ragazzi, l’assistente sociale, dichiarando il falso, indica come tutore legale dei due minori proprio Loris. La soluzione della donna non viene accolta con entusiasmo da Giulia, ma la situazione è talmente disperata che la giovane decide di fare buon viso a cattivo gioco. Inizia così, tra continui litigi e insulti pesanti, la convivenza forzata tra i due fratellini, Loris e Annarella. Le abitudini dei due adulti e la loro strafottenza creano non pochi problemi nell’equilibrio già precario di quella casa, ma la passione per le corse automobilistiche è molto più forte di qualsiasi attrito e aiuterà i fratelli ad affrontare la più difficile delle prove: tornare a essere una famiglia. Sarà, infatti, questa passione, oltre alla forza della disperazione (perché loro sono dei disperati veri), a guidare ogni scelta di Giulia e Loris, che si spingerà al limite del rischio correndo per il loro aguzzino in una delle corse più pericolose, conosciuta col nome di Italian Race, fino a portarlo a scoprire il più forte dei legami: quello tra fratelli.  A dare forza alla storia, già ricca di elementi, sono i dialoghi scritti interamente in dialetto romagnolo, che aggiungono colore e rendono più credibili i personaggi usciti dalle penne di Filippo Gravino, Francesca Manieri e Matteo Rovere (che ne cura anche la regia) e liberamente ispirati alle vicende del pilota di Rally Carlo Capone. Altro elemento da non sottovalutare è la forza interpretativa degli attori: sia Accorsi, già noto al grande pubblico per il suo talento che, a mio avviso, in questa pellicola si è superato, sia la giovanissima Matilda De Angelis che, già alla sua prima uscita sugli schermi, convince gli spettatori.

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