Tim Burton a Wired: “Il mio dono è vedere cose invisibili ad altri”

Tim Burton a Wired: “Il mio dono è vedere cose invisibili ad altri”

Tim Burton porta al cinema il romanzo di Ransom Riggs La casa per bambini speciali di Miss Peregrine. Lo abbiamo intervistato a Roma

di Valentina Ariete

A guardare i suoi disegni, raccolti in una mostra itinerante e nel volume The Art of Tim Burton, si potrebbe pensare che il regista americano sia triste e timido, come i suoi personaggi, dai mostri che lo hanno sempre accompagnato al malinconico bambino ostrica della sua raccolta di poesie: invece dal vivo è allegro, regala sorrisi e parla a una velocità impressionante, gesticolando in modo quasi buffo.

Anni di successi e di attività promozionale per pubblicizzare i suoi film magari lo hanno cambiato, ma in fondo, come Tim Burton ci ha detto a Roma per la promozione di Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali, la superficie a volte maschera ferite molto più profonde, il bambino solitario che era è ancora con lui: “La cosa strana è che, è vero, si cresce, ma una volta che provi quei sentimenti restano sempre con te. È per questo che quando le persone mi avvicinano e mi dicono qualcosa di molto bello sento che non sono semplicemente gentili, ma c’è una vera e propria connessione. Questa credo sia la cosa più importante, qualsiasi cosa tu faccia, che sia un film o altro: se c’è una connessione reale, non importa quante persone raggiungi

1481671771_miss_peregrine-600x335

Alla soglia dei sessant’anni, Tim Burton non teme di invecchiare, al contrario di quanto succede ai protagonisti del suo ultimo film, Miss Peregrine, in cui un gruppo di bambini, dotati di abilità fuori dal comune, vive isolato in un anello temporale che fa rivivere loro sempre lo stesso giorno degli anni ’40: “Purtroppo invecchiare fa parte della vita

Sorgente: Tim Burton a Wired: “Il mio dono è vedere cose invisibili ad altri” – Wired

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

15 − due =

*