The Shannara Chronicles

The Shannara Chronicles: come rovinare una saga dignitosa, cercando di portarla sullo schermo

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Da piccola, dopo quel gran mattone del Signore degli anelli (che ho adorato fino all’ultima riga), sono passata alla saga di Shannara e di tutte le sue varianti. Inutile sottolineare che con la magia letteraria di Tolkien non regge il confronto, tuttavia, Terry Brooks è uno scrittore che ha stile e riesce, alla fine, a coinvolgere il lettore. Nel corso degli anni ho finito per divorare tutti i volumi, perdendo ogni tanto il filo del discorso ma restando tenacemente aggrappata alla speranza che la trama, prima o poi, evolvesse in quel qualcosa di esplosivo che aveva caratterizzato l’universo Hobbit. Va bene, non è successo ma nulla toglie al fatto che, comunque, la lettura, se non confrontata con il più illustre capolavoro fantasy, aveva un suo perché e alla fine era persino gradevole.

Dunque, quando ho visto passare sullo schermo il primo trailer dedicato alla saga sono saltata per aria e l’aspettativa è cresciuta di giorno in giorno, fino ad arrivare alla puntata pilota. Ed è stato allora che mi sono sorti i primi istinti omicidi.

Il trailer prometteva una storia epica senza precedenti, con panorami mozzafiato, scene spettacolari e magia come se piovesse… ebbene, per certi versi ha anche mantenuto la promessa ma per altri ha completamente tradito la saga originale, relegando tutta la serie a una soap-opera di basso livello. Peccato, perché la produzione ha investito molto per la realizzazione dei panorami, dei costumi, della scenografia e di tutto quello che poteva essere visivo e d’effetto, ma non ha posto la stessa cura per la scelta dei dialoghi e nella credibilità dei personaggi. Probabilmente anche la scelta degli attori non è stata esattamente azzeccata, ma questo è un fattore dato dal gusto personale e non incide sulla colpevole mancanza di una fiction andata a rotoli. Avete presente una Rolls Royce? Ecco… provate a immaginare una magnificenza del genere e poi ritrovarvi con gli interni a pezzi, i sedili sfondati, la radica del cruscotto bucherellata e il cuoio marcito.

Questo è quello che sembra The Shannara Chronicles, una Rolls trascurata, pronta per la demolizione.

Le pecche più evidenti si riscontrano proprio nella sceneggiatura, in quella parte della storia in cui manca l’approfondimento e la caratterizzazione dei personaggi. I dialoghi sono quelli di una telenovela e la recitazione risulta piatta e priva di sfumature. E, se devo dirla proprio tutta, persino alcuni escamotage scenici paiono essere stati presi in prestito da altre serie televisive o film passati sul grande schermo. A partire da Star Trek per finire a Star Wars, passando per Prometheus… senza dimenticare Avatar, naturalmente.

Dunque, a parte la realizzazione delle grandi panoramiche, che riescono a competere con Il signore degli anelli e con Il trono di spade, il resto manca totalmente, scostandosi persino dalla traccia iniziale data dalla saga letteraria originale. Quindi la delusione in tal senso raddoppia, perché non soddisfa il lettore, fan di Terry Brooks e nemmeno lo spettatore amante del fantasy. E, deludendo tutti, chi resta? Forse l’universo young adult che potrebbe apprezzare il genere, trovandovi magari traccia di una qualche sfumatura da teen drama? Forse nemmeno loro. Mi auguro che la questione finisca con la seconda soffertissima stagione e che a nessuno venga in mente di girarne una terza di cui, personalmente, posso proprio fare a meno.

 

 

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