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Lina Wertmüller: guida alla prima regista donna nominata ai premi Oscar

Lina Wertmüller: guida alla prima regista donna nominata ai premi Oscar

Le registe italiane che sono riuscite a ottenere una candidatura al premio Oscar sono soltanto dueCristina Comencini e Lina Wertmüller. Quest’ultima in particolare è stata la prima donna al mondo a ottenere questo onore—nel 1977— e un vero e proprio simbolo degli anni Sessanta e Settanta: la sua sensibilità visiva e le sue storie hanno mostrato al panorama cinematografico italiano le varie sfumature del cinema femminile.

Un altro merito della Wertmüller, poi, è stato quello di aver saputo raccontare le spaccature sociali e politiche dell’Italia, in un momento storico in cui le differenze culturali del paese—sinistra contro destrasud contro nord—sembravano inconciliabili. E lo ha fatto attraverso un’ironia di fondo molto peculiare.

Nata a Roma il 14 agosto 1928, proveniente da una famiglia lucana ma con origini svizzere, Wertmüller cresce con la passione per il cinema. Tanto che a soli 17 anni si iscrive all’Accademia Teatrale di Pietro Sharoff. Terminata l’Accademia, inizia una gavetta nel mondo dello spettacolo, prima come animatrice degli spettacoli di burattini, e poi come aiuto regista. Nel frattempo lavora anche in radio e per la televisione, come autrice della prima edizione della trasmissione Canzonissima.

La prima esperienza come assistente alla regia è per il film E Napoli canta (1953) e successivamente ha la fortuna di lavorare con Federico Fellini negli storici La Dolce Vita(1960) e Otto e mezzo (1962). Il suo esordio come regista avviene invece nel 1963 con I Basilischi, un’ironica e tagliente analisi della vita dei giovani meridionali negli anni Sessanta.

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