La spada della verità

La spada della verità: una serie gradevole ma senza troppe pretese

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Già lo sappiamo che non è per niente semplice portare una storia fantasy sullo schermo e di esperimenti falliti ne abbiamo visti tanti, il più clamoroso e recente è senza dubbio The Shannara Chronicles (di cui vi abbiamo parlato QUI). Tuttavia, e sappiamo anche questo, quando l’esperimento riesce bene, decisamente tiene incollati gli spettatori allo schermo, diventa un cult e fa ben sperare nelle produzioni future. Ma per far sì che un prodotto mantenga le sue caratteristiche fantastiche è necessario possedere del mestiere e un gran bel budget. Talvolta accade che serie tv, nate senza grandi speranze, alla fine diventino comunque un passatempo gradito per lo spettatore medio, al punto da trasformare una serie come Xena, la principessa guerriera in un simbolo di un certo tipo di produzione a basso costo ma dalla resa enorme.

dcd8e2e8786387d2983a08d300aa26c4Bene, non staremo ad analizzare perché Xena abbia funzionato, nonostante l’evidente scarsità di investimento, mentre storie come The Shannara Chronicles siano state un flop gigantesco, vi parleremo, invece, di Legend of the Seeker, saga tratta liberamente dai libri scritti da Terry Goodkind.

Trasmessa in Italia da Sky Uno dal 2008 al 2011, e riproposta successivamente in chiaro su Rai 2, La spada della verità (Legend of the Seeker) risulta essere un fritto misto a metà strada fra Xena e una serie sado-maso. Lo stesso Terry Goodkind ha ammesso di aver scritto una saga più adatta a un pubblico adulto, sia per i concetti filosofici espressi sia per le scene di estrema violenza descritte, che a quello più giovane a cui, di solito, questo genere è indirizzato. Tuttavia, sappiamo bene, e lo stesso George R. R. Martin ce lo insegna, che il fantasy può assumere sembianze decisamente poco consone per un pubblico minorenne e che la magia cattiva può produrre interi capitoli di torture, uccisioni e altro ancora, alla faccia di Harry Potter e di tutti i libri dedicati al giovane maghetto, diventati la lettura preferita dei ragazzini. spadadellaverit3Detto questo, La spada della verità resta in quella terra di mezzo, esattamente come Xena e come Hercules, in cui le teste vengono mozzate, i morti camminano e le persone subiscono abusi di ogni genere, in cui il fantasy abbonda e le “brutture” vengono messe in secondo piano. Le protagoniste sono guerriere abilissime dall’indiscutibile aspetto fisico e il protagonista strappa sicuramente qualche sospiro al pubblico femminile, soprattutto quando esegue i suoi esercizi con la spada mezzo nudo… un gran bel vedere. Il grande mago assomiglia a Mago Merlino della Disney, solo più magro, e possiede un nome che gli toglie qualsiasi credibilità: Zeddicus Zu’l Zorander… se lo pronunciate velocemente suona molto simile a quel Zoolander che ha fatto ridere le platee di tutto il mondo. E con un nome del genere, ogni volta che viene pronunciato con enfasi, nel corso dei vari episodi, non si può fare a meno di sogghignare. Non c’è da stupirsi se la produzione della serie è stata interrotta alla fine della seconda stagione, stendendo un velo pietoso su tutta la vicenda.

Laspadadellaverit2Tuttavia una lancia la vorrei spezzare, in fin dei conti, per quanto la fiction sia al di sotto degli standard a cui Il trono di spade e Il signore degli anelli ci hanno abituato, non è così male. Alcuni aspetti positivi non sono mancati e non solo per la fisicità dei protagonisti o per la simpatia del mago ma, soprattutto, per il fatto che non ha mai preteso di essere il serial del secolo e non ha cercato di abbindolarci con false speranze. Le due stagioni sono quel che sono, gli episodi presentano spesso sfumature interessanti e il filo conduttore ha una sua logica, il che è già un miracolo. Quindi, 22 puntate per stagione, da 40 minuti l’una, fanno un bel totale di ore da guardare senza pensieri e senza dover cercare soluzioni ostiche a enigmi complessi.

Buona visione.

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