Jason Bourne, un ritorno che non delude né stupisce

Jason Bourne, un ritorno che non delude né stupisce

Quinto capitolo della saga. Ritorna la coppia Matt Damon – Paul Greengrass. Storia già vista per un action solido

di Gianmaria Tammaro

Inseguimenti, sparatorie, combattimenti a mani nude. È la solita ricetta. La stessa ricetta che da quattro film – cinque volendo contare anche lo spin-off con Jeremy Renner – ci viene servita. Protagonista assoluto: Jason Bourne, ex-spia della CIA.
Con il ritorno della coppia Matt Damon Paul Greengrass, la saga riacquista la sua solidità: abbiamo di nuovo una faccia riconoscibile, uno schema facile da seguire e una storia che distingue – non così nettamente magari – buoni e cattivi. In mezzo, come fu nella trilogia originale, sempre lui, sempre Jason Bourne: sguardo pressoché assente, riflessi da super-uomo e cazzotti che frantumano le ossa.

La forza di questo nuovo film sta nella sua capacità di aggiornarsi: comincia nel nord Europa, in Islanda; si sposta in Grecia, dove sono in corso le manifestazioni anti austerity; parla di crisi, di fuga di notizie, di hackeraggio; e parla anche di un nuovo modo di fare spionaggio. La CIA questa volta ha i volti di Tommy Lee Jones e diAlicia Vikander: il primo direttore senza scrupoli dell’agenzia; la seconda, arrivista ed ambiziosa, pronta a scendere a patti con Jason Bourne.

Sorgente: Jason Bourne, un ritorno che non delude né stupisce

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