Independence day: Rigenerazione

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di Paolo Fiorino

Ci risiamo: gli alieni sulla Terra non sono i benvenuti ma proprio non vogliono farsene una ragione e tornano armati fino ai denti per vendicarsi della sconfitta subita vent’anni fa. I nostri (soliti) eroi dovranno lottare senza tregua nella (solita) epica battaglia per la libertà. Come andrà a finire (al solito)?

La trama è tutta qui e va bene che da un film del genere non ci si può aspettare molto in termini di inventiva, ma un minimo sforzo gli sceneggiatori potevano anche farlo per uscire dalla fiera delle banalità in cui il cinema di Hollywood si è progressivamente trasformato.

Il primo capitolo di quella che si annuncia ormai come una imprevista (all’epoca) trilogia, è arrivato nelle sale di tutto il mondo in un momento in cui ancora gli effetti speciali roboanti riuscivano a stupire, e nel quale vedere la Casa Bianca e l’Empire State Building distrutti da enormi astronavi che oscuravano il cielo aveva il potere di divertire e riusciva persino a far dimenticare ai più l’idiozia di un virus inoculato da un MAC in un computer alieno.

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Oggi, con l’aumento esponenziale del ricorso alla CG, l’assuefazione degli spettatori alla spettacolarità ha quasi del tutto disattivato la capacità di stupire, l’arma più potente, forse l’unica, che Roland Emmerich ha utilizzato in questo nuovo tentativo di Blockbuster.

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Tra alieni che viaggiano in un’assurda astronave che ricopre un ottavo della superficie terrestre e improbabili retroingegnerie sulla tecnologia aliena che in meno di 20 anni portano un mondo devastato (nel primo film muoiono circa 3 miliardi di esseri umani) a rivaleggiare con gli universi di Star Trek e Guerre Stellari, scivolano le noiose e spente vite di personaggi monodimensionali che fanno incredibilmente rimpiangere lo smargiasso “benvenuto sulla Terra” che Will Smith riservava all’alieno che aveva appena steso con un cazzottone che nemmeno il miglior Bud Spencer avrebbe potuto immaginare.

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Tutto è più grosso in questo film, le astronavi, gli alieni, le battaglie, le distruzioni ma soprattutto… la noia!

Se ne sentiva davvero la mancanza?

 

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