Incontri con l’inspiegabile su Rai 2, ecco come la nostra tv pubblica promuove la pseudoscienza

Incontri con l’inspiegabile su Rai 2, ecco come la nostra tv pubblica promuove la pseudoscienza

Una serie di documentari in onda nelle ore notturne e su RaiPlay racconta teorie senza fondamento scientifico, dal creazionismo all’idea degli sbarchi alieni. Ciò che è davvero “inspiegabile” è perché la Rai faccia disinformazione

di Gianluca Dotti

Qual è il potere delle preghiere? L’Area 51 è un porto spaziale segreto? Adamo ed Eva sono realtà o finzione? L’arca perduta possiede un potere incredibile? I cerchi nel grano nascondono messaggi segreti? No, cari spettatori del servizio pubblico televisivo italiano, non si tratta di una folle serie di Voyager e nemmeno delle puntate di Kazzenger su cui scherza Maurizio Crozza. Sono i titoli di alcune delle 15 puntate già visibili su RaiPlay della trasmissione Incontri con l’inspiegabile, in onda in queste settimane anche su Rai 2, nel cuore della notte. Alle fine le puntate saranno almeno 18, una più misteriosa e inspiegabile dell’altra, in cui a domande imbarazzanti vengono fornite risposte folli.

Ciò che davvero rasenta il mistero è la scelta, da parte della Rai, di mandare in onda una trasmissione che fa letteralmente a cazzotti con la scienza e la razionalità, e che esordisce in ogni puntata dicendo che non dovremmo “accettare ciò che i libri di scuola ci dicono sull’Universo”. Ben vengano i programmi di fantascienza, le serie di intrattenimento e i telefilm per chi soffre d’insonnia, ma trasmettere contenuti completamente privi di basi scientifiche facendoli passare per le frontiere della ricerca accademica è un modo geniale per distruggere – in una manciata di ore – il lavoro serio e rigoroso che tante altre trasmissioni Rai svolgono quotidianamente a proposito di scienza.

Non vale la pena di entrare nei raccapriccianti dettagli delle singole puntate.

Se vi va, fatelo, ma poi non lamentatevi di aver buttato via un sacco di tempo, ricavandone al più qualche sonora risata. Un esempio su tutti, per dare un’idea del peso scientifico dei testi, è la puntata dedicata ad Adamo ed Eva, ossia al rapporto tra evoluzionismo e creazionismo: dopo 38 minuti di interviste e voci fuori campo si conclude che, a oggi, la teoria creazionista “raccontata nella Genesi” biblica è più plausibile dell’evoluzionismo, e che esistono prove dello sbarco sulla Terra dei primi uomini appena qualche migliaio di anni fa. Per il resto della serie, la trama è presto scritta: alieni a non finire, voli pindarici sulle interpretazioni dei testi sacri, antiche città distrutte, tesori nascosti, miracoli, Egizi, paranormale, cerchi nel grano e l’immancabile isola di Pasqua.

Si potrebbe obiettare che in fondo si tratta della solita fuffa già sentita e ri-sentita, già mille volte confutata, e in parte è vero. Per la cronaca, si tratta di una serie girata e montata tra il 2000 e il 2002, quindi pure vecchia e per nulla aggiornata, tanto nei formati quanto nei contenuti. La domanda però è: perché, dati quei 38 minuti a disposizione nel gennaio 2018 nel palinsesto della seconda rete della televisione pubblica, scegliere di dare spazio a una trasmissione che racconta il falso e promuove la disinformazione? Perché investire per l’ennesima volta del denaro (pubblico) nell’acquisto e nel riadattamento alla versione italiana di una trasmissione del genere? Siamo davvero così a corto di documentari seri da dover per forza trasmettere simile spazzatura? Piuttosto, ridateci le vecchie puntate di X-Files, in cui almeno la sceneggiatura da fiction è evidente per tutti.

Un programma di puro entertainment che non si pone l’obiettivo di informare, o anche uno schermo lasciato nero, farebbe meno danni di una trasmissione che addestra a ignorare le evidenze scientifiche e che tenta di demolire i risultati della scienza. Ammesso e non concesso che la Rai si sia fatta carico della missione di contribuire a diffondere la cultura nel nostro Paese, gli Incontri con l’inspiegabile sono davvero inspiegabili. E ingiustificabili.

Ormai siamo tristemente abituati a veder passare in tv servizi a tesi, montaggi tagliati ad hoc per lasciar passare messaggi distorti, intervistati scelti col lanternino pur di far intendere che esista una controversia all’interno della comunità scientifica. Eppure, spesso si tratta di temi in cui il 99% degli scienziati sta dalla stessa parte, e una sparuta minoranza di scettici continua a sostenere il contrario appellandosi – senza prove solide – a chissà quali verità alternative.

“La Natura è già di per sé piena di ignoto, misteri e meraviglia, senza bisogno di inventarcene di nuovi e scemi”, ha scritto poche ore fa Carlo Rovelli sul Corriere della sera commentando la trasmissione in onda sulla Rai. Sarà forse che parlare di fisica delle alte energie, di astrofisica e dei misteri della cosmologia, del funzionamento biologico del nostro cervello o di temi davvero controversi per la comunità scientifica richiede più sforzo, necessita di uno storyboard aggiornatissimo sulle frontiere della ricerca e lascerebbe davvero l’idea di che cosa sia un mistero per chi fa ricerca. Aiuterebbe a comprendere che la scienza procede per prove ed errori, ma che poi giunge anche a conclusioni solide e a risultati incontrovertibili. E invece si preferisce buttarla in caciara, ammassare allusioni, insinuare il sospetto, mettere sullo stesso piano i risultati della scienza e i viaggi di fantasia.

Fa effetto pensare, in un periodo in cui l’Italia è in piena campagna elettorale e le fake news sono un tema all’ordine del giorno, come una serie che insegna a fidarsi dei cialtroni, a rinnegare la cultura scolastica e accademica, nonché a ignorare il parere dei veri esperti, possa trovare spazio e dignità al pari di altre trasmissioni molto più serie. Non diteci che è solo per accaparrarsi un po’ di audience, perché si tratta di un altro – inesorabile – gradino verso lo smantellamento culturale del Paese, che di questo passo prima o poi sarà governato da cialtroni e imbonitori.

Sorgente: “Incontri con l’inspiegabile” su Rai 2, ecco come la nostra tv pubblica promuove la pseudoscienza – Wired

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