Il telegiornale mi fa vomitare

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Per quanto forte possa sembrare il titolo, in realtà esprime esattamente i processi che innesca quando, a tavola, mi vengono propinate immagini, piuttosto particolareggiate, della notizia di cronaca nera del giorno o degli avvenimenti scabrosi accaduti nel resto del mondo. Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capirci, non vi è mai successo di inforchettare una sostanziosa porzione di fusilli annegati in salsa di pomodoro e restare con la forchetta a mezz’aria, perché nel frattempo lo speaker ha appena dato la notizia del cadavere smembrato, appena rinvenuto, profondendosi poi in tutte quelle descrizioni morbose, che pare facciano parte del diritto di cronaca
Schizzi di sangue a ventaglio, che fanno pensare a un colpo inferto dall’alto verso il basso e materia cerebrale sparpagliata sulla scena del delitto… con tanto di riprese del cameraman zelante di turno. Ebbene, in quel momento la forchetta, con tanto di fusilli ancora infilzati, la caccerei nel cervello del redattore capo della testata giornalistica! Possibile mai, oh razza di somaro, che tu non ti renda conto degli orari in cui normalmente vanno in onda i telegiornali? Possibile che il tuo orologio di marca si sia fermato quando la tua capacità intellettiva segnava il compleanno del tuo quinto anno di vita? Perdonatemi, voi bambini con un primo lustro alle spalle, in realtà la vostra intelligenza è sicuramente superiore! Quella del redattore capo un po’ meno. Da tempo immemorabile oramai i TG vanno in onda nei classici orari in cui le persone comuni (ovvero la stragrande maggioranza) si siedono a tavola e non è decisamente accettabile che si diano le notizie infarcite con un così gran dispendio di particolari. Soprattutto quelli più morbosi. Se io che sono una persona adulta rimango toccata dall’argomento, un minore, il quale ha tutti i diritti di sedersi a tavola anche lui, cosa mai potrà elaborare in quella sua mente giovane e fresca? Certo, è molto più facile dare la colpa ai videogiochi violenti o allo scarso abbigliamento delle vallette di turno, alla società indifferente e ipocrita, piuttosto che al vicino di casa, che gira in costume adamitico perché fervido sostenitore della cultura nudista. Possibile mai che a nessuno venga in mente, che la desensibilizzazione dei nostri giovani è fortemente influenzata anche da questi aspetti, ritenuti innocui e doverosi? Diritto di cronaca? Ma se proprio vuoi esercitarlo, razza di somaro impenitente (mi riferisco sempre al redattore capo ed è bene specificarlo, altrimenti non pensa di essere il soggetto della frase), fai degli speciali a un’ora dove si presume che i ragazzini se ne siano già andati a letto e chi vuole approfondire gli aspetti più macabri e pruriginosi di un determinato avvenimento, lo può fare stando comodamente seduto nella propria poltrona preferita, mentre sgranocchia patatine e beve la bevanda che più gli aggrada. Troppa fatica per pensare a una soluzione più civile? Probabilmente sì e allora si dia pure il via al circo del delitto di Cogne, oppure a quello dell’Olgiata o ancora al ritrovamento delle fosse comuni in Bosnia e per finire, giusto per far digerire meglio il pranzo o la cena, serviamo le torture inflitte ai prigionieri a Guantanamo. Questo non è diritto di cronaca, questo è solo audience, spudorata e camuffata da notizia. La notizia, se magari riesci anche darla, asino imperituro (dico sempre a te!), cerca di farlo in modo professionale e scevro da qualsiasi sensazionalismo gratuito. Metti in condizione, quei poveri speaker, che ci rimettono anche la faccia, di poter fare un lavoro serio e, per una volta tanto, utile.

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