I migliori film dell’anno di cui forse non avete sentito parlare

I migliori film dell’anno di cui forse non avete sentito parlare

Li ha scelti il Guardian, tra commedie romantiche, film neozelandesi e un tamarrissimo film sulle divinità egizie

Tra le innumerevoli liste di fine anno su cinema e serie tv, il Guardian ne ha pubblicate due un po’ diverse dal solito: prima ha scelto le migliori serie uscite un po’ in sordina e poco pubblicizzate, e poi ha fatto la stessa cosa con i film. Sono, in breve, film molto belli di cui forse non avete sentito parlare: alcuni sono film indipendenti ma con trame talmente matte da diventare quasi mainstream, come nel caso di Swiss Army Man, mentre altri, come Single ma non troppo, sono commedie che sulla carta potevano incassare molto ma che per un motivo o per l’altro non l’hanno fatto. In mezzo ci sono film neozelandesi e horror poco distribuiti. E c’è una sorpresa finale, un film tamarrissimo su una guerra tra divinità egiziane.

Single ma non troppo
In italiano il titolo è stato tradotto in modo un po’ sbilenco: l’originale è How To Be Single. È una commedia diretta da Abbi Kohn e dal marito Marc Silverstein. Le protagoniste sono Dakota Johnson (di 50 sfumature di grigio) e Rebel Wilson (che ha recitato in molte commedie in ruoli secondari), e c’è anche Alison Brie, famosa tra le altre cose per essere la doppiatrice di Diane in Bojack Horseman.

Il film racconta di una ragazza che si trasferisce a New York dopo essersi lasciata con il fidanzato, e diventa amica di una collega che ama fare festa e preferisce le relazioni occasionali. È una trama piuttosto scontata, come ammette anche il Guardian, che però scrive: «Il botto di film e serie post-Sex and the City sulle abitudini nelle relazioni dei single è stato per lo più un rullo di commedie romantiche basate ancora sull’idea che il matrimonio debba rimanere l’ambizione massima della donna». Single ma non troppo invece è diverso, secondo il Guardian, perché dice che è ok essere single, anche per una donna (anche se mantiene diversi cliché dei film di questo genere: persone con lavori normali che vivono in costosissimi appartamenti di Manhattan, per esempio). La critica ha comunque stroncato il film, nella maggior parte dei casi: su Rotten Tomatoes ha una valutazione del 47 per cento, basata su 137 recensioni, che per la maggior parte non ci hanno visto un film così fresco e originale.

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