I magnifici sette (il remake regge il confronto)

NEsOKB1Uksa3vy_1_a

di Renata Morbidelli

Ultimamente sono andata a vedere il remake del famosissimo western I magnifici sette e devo dire che, a mio parere, grazie all’ottima recitazione degli attori, alla bellezza dei paesaggi e alla scenografia, alle inquadrature e a qualche elemento in più, che ha dato una spinta maggiore al film, come la coraggiosa scelta di inserire nella rosa dei sette paladini un pellerossa e un orientale, ha retto benissimo il confronto e ha vinto contro un mostro sacro della storia del cinema.

A Rose Creek, una pacifica cittadina popolata da agricoltori, ha la sfortuna di sorgere in mezzo a una valle ricca di minerali che fa gola a uno dei più spietati magnati della zona: Bartholomew Boge. L’uomo, completamente senza scrupoli, è talmente determinato nel voler portare a termine la sua impresa da non fermarsi nemmeno di fronte alla coraggiosa, seppur timida, resistenza dei cittadini. Appena uno degli abitanti tenta di alzare la voce per esprimere la sua disapprovazione e quella dei suoi amici, il magnate non esita a sparargli a sangue freddo. Ma il signor Boge ha ucciso l’uomo, o meglio, il marito sbagliato. La signora Emma Cullen, infatti, mossa da un desiderio di giustizia, decide di dover difendere se stessa e tutti i cittadini dai soprusi del perfido magnate e va alla ricerca di uomini che possano aiutarla. Il primo a rispondere all’appello è Sam Chisolm (Denzel Washington),i-magnifici-sette-02 un cacciatore di taglie incaricato dal Governo di andare a uccidere i malviventi per suo conto. Grazie all’esperienza e all’astuzia dell’uomo, in poco tempo, Emma e un suo concittadino, riusciranno a reclutare altri sei tra gli individui più in gamba del west: Josh Farraday, Goodnight Robicheaux (Ethan Hawke) Goodnight Magnifici sette e il suo inseparabile compare Billy Rocks, Vasquez, il pellerossa Red Harvest e l’ex cacciatore di pellerossa Jack Horne. Sebbene i sette uomini siano degli individui poco raccomandabili, sanno il fatto loro e, soprattutto, non solo sono dei formidabili cecchini, ma alcuni di loro (l’orientale e il pellerossa) sono dei maestri nel lancio dei coltelli e del tiro con l’arco. Compiendo un vero e proprio miracolo, riescono a insegnare a sparare anche a tutti gli uomini adulti del villaggio, prima che il signor Boge, mandato a chiamare proprio da Chisolm, faccia il suo ritorno a Rose Creek per affrontarli. Durante la battaglia finale, il ritmo, che per tutta la durata del film è stato abbastanza sostenuto, diventa incalzante e le scene, giustamente, si fanno concitate. Con mio grande sollievo, nonostante nel film non manchino sparatorie né scene di lotta, i feriti e i cadaveri non finiscono immersi in fiumi di sangue ma, come accadeva nei vecchi film western, si accasciano semplicemente o cadono rotolando. Questo, molto probabilmente, potrebbe far storcere il naso ai fautori delle scene cruente, ma a me, che non amo gli eccessivi spargimenti di sangue con tanto di arti zampillanti, questo particolare dal gusto un po’ retrò non è dispiaciuto affatto.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

12 − 9 =

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.