Harry Hole, in L’uomo di neve, e altri celebri detective al cinema

Harry Hole, in L’uomo di neve, e altri celebri detective al cinema

di Mauro Donzelli

Sdraiato in una panchina, appena un paio di pareti per attenuare il freddo rigido dell’inverno di Oslo. Appare così per la prima volta il detective Harry Hole, occhi rossi per la mancanza di sonno e l’abbondanza di alcol, nella prima versione cinematografica – diretta da Tomas Alfredson – di un romanzo dello scrittore norvegese Jo NesbøL’uomo di neve è stato girato dall’autore de La talpa con uno stile personale; un’operazione nei confronti del genere crime simile a quella messa in piedi con il film precedente nei confronti dello spionaggio.

L’adattamento è girato in inglese, con un cast di grossi nomi del cinema internazionale, come Charlotte GainsbourgJ.K. SimmonsVal Kilmer, Rebecca Ferguson e, naturalmente, Michael Fassbender nei panni del protagonista. Fin dal primo romanzo della serie, Il pipistrello, lo scrittore ha messo in chiaro come pronunciare il nome del detective: non all’americana, Hol, e neanche pronunciando l’e finale i. Il riferimento è ben più antico, rimanda alle radici vichinghe del paese scandinavo, alla cittadina di Hole, e al termine hall (plurale Holar) che vuol dire “collina tondeggiante e isolata”. Va pronunciato con due sillabe, Hu le, il nome è “Harri”. Non siate però troppo rigorosi, visto che lo stesso Jo Nesbø ha detto che tollera senza problemi la pronuncia americana per i non scandinavi.

Hole fa parte della squadra criminale della polizia di Oslo, città che vive in pieno e descrive con precisi riferimenti geografici e citando locali e posti reali. I suoi metodi sono poco ortodossi, come mostra il film di Alfredson, e non è certo amato dai colleghi, a parte il capo che lo protegge, riconoscendo un talento fuori norma. Un investigatore che rimanda alla grande tradizione della letteratura poliziesca hard boiled, nata negli anni ’20 dalla penna di Dashiell Hammett e poi portata avanti, a partire dal decennio successivo, da Raymond Chandler. Una rottura rispetto al giallo classico, alla deduzione analitica applicata alla soluzione di un crimine, mantendendo però un certo aristocratico distacco. Con questi nuovi autori ci si inizia a sporcare le mani; la violenza, il sesso e il lato oscuro degli stessi tutoli dell’ordine riempie ogni pagina. Hard boiled come un uovo ben sodo. Il cinema ha ampiamente tratto ispirazione da questo filone della detective story, così come del figliastro, il Pulp.

Il primo fu anche uno dei più riusciti adattamenti del genere, Il mistero del falco(1941) di John Huston, tratto da Il falcone maltese di Hammett (1929), prima avventura dell’investigatore privato Sam Spade, portato sullo schermo da un indimenticabile Humphrey Bogart. Il film, terza versione del romanzo ad uscire al cinema, ottenne tre nomination all’Oscar. Produzione Warner, doveva essere affidata alla star dello studio, George Raft, che rifiutò non fidandosi del regista esordiente, per l’appunto John Huston. L’American Film Institute l’ha inserito fra i 100 migliori film statunitensi di tutti i tempi.

Bogart interpretò anche un altro investigatore diventato celebre, a suo modo figliastro di Spade. Ci riferiamo a Philip Marlowe, creato dalla penna del già citato Raymond Chandler, maggiore autore del genere hardboiled, con un notevole debito di riconoscenza nei confronti del capostipite Dashiell Hammett. Anche in questo caso il romanzo (e film) più celebre è il primo di una serie: Il grande sonno, battesimo per Marlowe nel 1939, poi diventato film nel 1946 con protagonista Bogart stesso e alla regia un altro maestro assoluto come Howard Hawks.

Sono molti gli esempi della perfetta aderenza delle atmosfere e dei personaggi tipici del poliziesco hard boiled con il noir, uno dei generi preferiti dell’esplosione del cinema americano dei primi anni del sistema dei grandi studios. Esiste un’altra versione della storia, intitolata Marlowe indaga, diretta nel 1978 dal britannico Michael Winner con Robert Mitchum nei panni del protagonista. Un altro gioiello che non possiamo non citare è Il lungo addio, in cui nel 1973 il grande Robert Altman si affidò a Elliott Gould per interpretare il mitico personaggio, celebre per frasi come questa: “nulla dice addio come una pallottola”.

Non sempre, però, il cinema ha avuto bisogno di grandi nomi della letteratura per tessere la sue trame thriller. Lo dimostrano due figure, per molti versi opposte, eppure di simile successo, che hanno popolato le sale negli anni ’70, e anche prima. Cominciamo con l’ispettore Virgil Tibbs, creato da John Ball, dal successo come scrittore sicuramente inferiore rispetto alla sua incarnazione cinematografica, e poi televisiva. La calda notte dell’ispettore Tibbs di Norman Jewison arriva nel 1967, raccontando di un profondo sud degli Stati Uniti devastato dagli scontri razziali in cui due uomini, uno bianco e uno nero, creano con difficoltà un rapporto di stima reciproca. Infatti Tibbs è nero, e lo interpreta il padrino di tutti gli attori afroamericani, Sidney Poitier. Vinse cinque Oscar, tra cui miglior film, dando luce a due sequel: Omicidio al neon per l’ispettore Tibbs(1970) e L’organizzazione sfida l’ispettore Tibbs (1971), oltre a un serie televisiva di successo.

Un diretto figliastro dell’hard boiled, per la brutalità dei modi e la faccia tosta, è senz’altro l’ispettore Callaghan della polizia di San Francisco, in originale soprannominato Dirty Harry, reso da noi come Harry la carogna, incarnato dalla fissità espressiva di Clint Eastwood, reduce dai lavori western con Sergio Leone. Nessun natale letterario, ma frutto della fantasia dello sceneggiatore Harry Julian Frink, portato per la prima volta sullo schermo nel 1971 da Don Siegel in Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!, uno dei classici del poliziesco di quegli anni, ispirato al caso del serial killer Zodiac, poi portato al cinema anche da David Fincher. Callaghan (in originale Callahan) è stato portato al cinema cinque volte, nell’arco di 17 anni, sempre con protagonista Eastwood, che ne ha anche diretto uno, Coraggio… fatti ammazzare (1983).

Evidenti sono i riferimenti a questi autori di Jo Nesbø, che Alfredson ha voluto fare suoi, ibridandoli con la propria sensibilità e i particolari scenari naturali dell’inverno norvegese. Del resto l’autore ha tenuto a ricordare la tradizione scandinava di crime story, che rimanda agli anni ’70 e ad autori come Per Wahlöö, da poco ripubblicato per Einaudi, e considerato il padre di tutti gli esponenti del boom del poliziesco/thriller letterario, cinematografico e televisivo del grande nord.

A proposito del boom del filone scandinavo, bisogna riconoscere un ruolo decisivo per il successo mondiale allo svedese Stieg Larsson, autore della saga di Millennium, con protagonista il giornalista investigativo Mikael Blomkvist e l’hacker Lisbeth Salander, la vera carismatica anima della serie. Anche grazie alla morte prematura dell’autore, dopo la cui morte per infarto furono pubblicati i tre romanzi da lui scritti, Millennium è diventata un successo planetario da quasi 30 milioni di copie. Al cinema ha lanciato un nuovo nome, quello di Noomi Rapace, nella trasposizione svedese dei libri, diretti da Niels Arden Oplev e Daniel Alfredson, guarda caso fratello di Tomas. Dopo questa produzione locale, con il montare del successo in tutto il mondo, la Sony ha messo a frutto i diritti producendo nel 2011 Millennium – Uomini che odiano le donne, ottimo adattamento con Rooney Mara, davvero sorprendente, e Daniel Craig nei panni della coppia di protagonisti. Nell’ultimo paio d’anni David Lagercrantz ha scritto due nuovi libri della serie, il primo dei quali è stato annunciato in uscita l’anno prossimo, con Claire Foy, la convincente Elisabetta II della serie televisiva The Crown, sarà la Salander, mentre la regia sarà affidata a Fede Alvarez, dopo il buon lavoro con il remake de La casa.

Dopo questo tra alcuni dei più celebri detective del grande schermo, torniamo al nostro punto di partenza al Harry Hole di L’uomo di neve e al suo interprete Michael Fassbender, di cui ripercorriamo alcuni dei ruoli più noti in questo video:

 

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