Fattore Mel Gibson, un film mediocre che ti inchioda allo schermo

Fattore Mel Gibson, un film mediocre che ti inchioda allo schermo

Il suo ultimo film si intitola Hacksaw Ridge. Didascalico. Intriso di misticismo religioso e tagliato con l’accetta. Ha tutte le carte per essere un film mediocre, ma alla fine frega anche il più cinico degli spettatori. Il segreto? Il fattore Mel

Didascalico, senza grandi idee di regia, lasciato a navigare a vista di una storia di per sé molto potente, infarcito di musiche strappacuore, di epica abbastanza a buon mercato e di un senso ultracristiano del destino. A una prima occhiata l’ultimo film di Mel Gibson, Hacksaw Ridge, ha tutte le carte in regola per essere un film mediocre, e in parte lo è.

Ma c’è un ma. Un fattore che bisogna calcolare ed è una cosa che potremmo chiamare il Fattore Mel. Di cosa si tratta? Semplice: per quanto lo spettatore sia preparato alla sua narrativa, per quanto nella sua poltroncina sia consapevole di come funzionano le sue armi retoriche e per quanto possa essere agli antipodi esatti rispetto alle sue visioni ultracristiane, non riesce a non venire trascinato per i piedi nel vortice sempre uguale della sua epica.

Da quando l’attore statunitense — nato nello stato di New York trasferitosi a dodici anni in Australia con la famiglia — ha seguito il consiglio del suo amico Robert Downey Jr. e si è messo a fare il regista, la sua ricetta è sempre la stessa, o quasi: L’uomo senza volto (1993), Braveheart (1996), La passione di Cristo (2004), Apocalypto (2006) e infine quest’ultimo Hacksaw Ridge.

 

Sorgente: Fattore Mel Gibson, un film mediocre che ti inchioda allo schermo – Linkiesta.it

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