Cos’è la scala Shepard, l’effetto sonoro preferito da Christopher Nolan

Cos’è la scala Shepard, l’effetto sonoro preferito da Christopher Nolan

 

Il regista inglese la utilizza in abbondanza nei suoi film: è il modo migliore per creare tensione, soprattutto in situazioni di difficoltà prolungate, senza stancare lo spettatore

Il cinema è fatto di immagini. Ma anche di suoni. Aspetto sottovalutato (anche perché, agli albori, i film funzionavano comunque anche senza il sonoro) ma, ormai, importantissimo. Del resto, sono le musiche e i rumori a suggerire, insieme a un sapiente uso della telecamera, l’emozione della scena. La tensione, l’incertezza, la paura e la felicità dipendono dai ritmi, dai registri e dalle scelte stilistiche dei suoni. E anche sotto questo aspetto si può cogliere la mano, o l’orecchio, del regista.

Un esempio interessante è Christopher Nolan, che ha girato Inception e – adesso – Dunkirk. Come illustra con sapienza questo articolo di Vox, il regista si dimostra un grande appassionato della scala Shepard.

Per chi non lo sapesse, deriva dal nome dello scienziato cognitivo Roger Shepard, il primo a idearla (anche se era già usata: la si trova nell’Offerta musicale di Johann Sebastian Bach, per fare un esempio), ed è una sorta di canone “eternamente ascendente” (o “eternamente discendente”). Una scala viene suonata in modo contemporaneo su diverse ottave – il gioco prevede che le ottave siano di intensita diversa e varibaile: quando una diminuisce, l’altra aumenta. All’orecchio l’effetto è quello di una scala che sale, sempre, in modo indefinito.

Non fosse chiaro, ecco alcuni esempi di scala Shepard. Il primo, per togliere ogni dubbio, è fatto con le scale di un pianoforte.

Sorgente: Cos’è la scala Shepard, l’effetto sonoro preferito da Christopher Nolan – Linkiesta.it

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