Capitan America: Civil War. Spettacolo e intelligenza.

di Paolo Fiorino

captain-america-civil-war-poster-fea-1200x737

La Marvel in questi ultimi anni, ha regalato al panorama cinematografico mondiale un genere del tutto nuovo, per la gioia degli appassionati (ma non solo): il cinecomic.

Certo, non tutti i cinecomic targati Marvel sono stati dei buoni film, qualcuno ha faticato a raggiungere la sufficienza e altri sono miseramente naufragati: per esempio la serie dei Fantastici 4 è iniziata male ed è finita peggio e la serie di Spiderman non è mai decollata nonostante i reboot e i cambi di interprete.

La saga degli Avengers invece è partita col piede giusto fin dal primo capitolo e con questo ultimo blockbuster ha raggiunto l’apice. Sarà molto difficile per i creativi Hollywod fare di meglio, ma alle prossime puntate penseremo al momento giusto, ora dobbiamo solo goderci questo ennesimo fumettone ipercinetico che inaugura una nuova  e, speriamo, grande stagione del fantastico supereoistico.

Non siamo davanti al solito contenitore di esplosioni, inseguimenti e scazzottate a cui ormai siamo assuefatti e di cui, francamente, possiamo fare tranquillamente a meno. Certo, esplosioni, inseguimenti e scazzottate non mancano anzi, ce ne sono da vendere nelle oltre due ore e mezza di film, ma sono incasellate in una trama ben definita e che dà ampio spazio allo sviluppo dei personaggi, alla loro lotta interiore, allo scontro tra idee più che a quello fisico, in definitiva alla contrasto tra due diversi modi di sostenere il peso delle proprie scelte.

Da un grande potere derivano grandi responsabilità, diceva il saggio Ben Parker al nipote e futuro Spiderman.

E’ giusto che chi ha un grande potere lo eserciti senza limiti per il bene comune? Oppure anche i grandi eroi si dovrebbero sottomettere a un potere più alto del loro?

Basta porre il dubbio ed ecco che in men che non si dica le due fazioni formano, si schierano e lo scontro inizia: come finirà lo sapremo solo dopo l’ultimo fotogramma del film e forse nemmeno allora potremo esserne certi, ma non è come finisce quel che conta, bensì l’ideale per cui le squadre si combattono.

La lotta qui non è tra il bene e il male, non c’è un vero supercattivo a fare da spauracchio, nessuno come l’Ultron del capitolo precedente, che divida nettamente chi sta dalla parte del giusto e chi no.

Qui si confrontano buoni contro buoni, e il cattivo, che alla fine non lo è poi tanto, manovra i buoni non perché voglia conquistare o distruggere il mondo ma semplicemente perché la vita lo ha portato a un tale livello di odio che qualsiasi azione per quanto negativa per lui diventa accettabile, quasi doverosa.

I due galli nel pollaio, Capitan America e Iron Man qui si scontrano/incontrano/riscontrano/rincontrano, si combattono restando in fondo amici, si rispettano anche se le idee li portano in direzioni opposte.

I personaggi sono tutti ben delineati, anche se sono spesso tratteggiati velocemente come, per esempio, il nuovo Spiderman che è introdotto e gettato nella mischia in poco più di cinque minuti eppure già si configura come la miglior incarnazione cinematografica dell’arrampicamuri, oppure Pantera Nera che comincia qui la sua nuova saga ed è di sicuro all’altezza di veterani del calibro degli assenti ingiustificati Thor e Hulk.

I personaggi di Civil War non sono semplici portatori sani di roboanti effetti speciali ma uomini e donne che lottano prima di tutto contro le loro paure, con i loro drammi interiori, con i loro sensi di colpa.

I coprotagonsiti, perché qui di comprimari non ce ne sono, fanno egregiamente la loro parte restando credibili anche quando l’azione diventa frenetica cosa che succede, potete starne certi, praticamente ogni 10 fotogrammi.

Gli attori sono perfettamente centrati per i loro ruoli tanto che pare quasi che siano usciti direttamente dalle matite dei disegnatori Marvel e anche la regia non perde un colpo.

Con questo innovativo esempio di intrattenimento i Marvel studios hanno dimostrato che si può coniugare spettacolo e intelligenza, grande azione e altrettanto grande maturità.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

uno × cinque =

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.