Black Sails

La bandiera dei pirati non è stata ancora ammainata!

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Da poco è partita la seconda stagione di Black Sails, serie televisiva basata sulle vicissitudine di pirati, donne manipolatrici, sesso (poco) e violenza (QB). La serie statunitense, creata da Jon Steinberg e Robert Levine per il canale via cavo Starz, teoricamente vorrebbe essere un prequel al romanzo di Robert Louis Stevenson, L’isola del tesoro. Sono piuttosto chiari i riferimenti, a partire dai nomi di alcuni personaggi, come il Capitano Flint (che troviamo nel celeberrimo libro, nella prima parte) e John Silver (finto cuoco e personaggio ambiguo presente nella seconda parte del libro) per terminare ad alcune descrizioni degli ambienti.

A parte la presunta nota di nobiltà, data dal riferimento letterario, Black Sails è una buona serie e si discosta molto dalla romantica (nonché goliardica) raffigurazione che è stata fatta dei pirati con Jack Sparrow.

A battere la bandiera nera, con teschio e tibie incrociate, vi sono personaggi piuttosto sanguigni e sanguinari, veraci nel loro modo poco igienico di affrontare il quotidiano e piuttosto realistici nell’interpretare il proprio ruolo di “condannati a vita”. Nella realtà non si sa molto dei pirati, quanto è passato alla storia è stato spesso ingigantito da dicerie e leggende nate intorno a questo o quel personaggio. Inoltre, diversi pirati erano in realtà “gentiluomini” al servizio di questo o quel monarca e il loro reclutamento, per quel ruolo da malandrino, rimane tuttora coperto da mistero. Tuttavia, chi è riuscito a sopravvivere agli arrembaggi e ai massacri ha riportato cronache notevoli di quanto avveniva in tali circostanze e le persone, che orbitavano intorno a quel mondo tanto reale quanto immaginario, hanno trasmesso tutta una serie di episodi che, messi insieme, hanno dato modo di poter ricostruire un’epoca.

Ma torniamo alle vicende narrate in Black Sails. La storia principale rimbalza fra il Capitano Flint che cerca a tutti i costi di impadronirsi di un tesoro, trasportato da un galeone spagnolo, per poter trasformare Nassau in un posto raccomandabile; la bella Eleanor Guthrie, che condivide il sogno di Flint e cerca, nel frattempo, di amministrare al meglio l’isola; e Charles Vane rivale di Flint e innamorato di Eleanor.
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Attorno a questi tre protagonisti si snodano le vicende parallele di altri personaggi che, in un modo o nell’altro, condiscono la trama di sesso, violenza, tradimenti, omicidi e riscatti.
La serie è stata girata nei Cape Town Film Studios di Cape Town, in Sudafrica e le scene dei combattimenti sono state eseguite quasi tutte dagli attori, riportando i meccanismi d’azione verso quell’autenticità dei primi film di Errol Flynn. Dal momento che non era richiesta un’eccezionale bravura nell’utilizzo della spada o delle armi, ai tempi le arti marziali non si praticavano nel corso delle riprese e nella realtà i pirati non erano tutti così esperti nel maneggiare le lame (forse lo erano di più nella catramatura delle navi e nella pulizia dei ponti), non è stato difficile insegnare ai protagonisti e alle comparse come duellare e come comportarsi in battaglia. Sicuramente è stato più arduo impedire loro di scivolare sulle assi bagnate dei ponti o che s’impigliassero nei vari rotoli di cime sparpagliate sulla scena. Dunque, realismo mozzafiato per le ambientazioni cariche di vedute spettacolari di acque azzurre e cristalline, palme, sabbia bianchissima e atolli da sogno, nonché per i vari combattimenti, in cui gli effetti speciali non hanno dipinto, con tinte troppo splatter, le scene più cruente.
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In quanto al tanto preannunciato sesso, se n’è visto decisamente di più in Spartacus e andare oltre avrebbe sconfinato nella pornografia. Pregevole anche il tentativo di rendere realistico il panorama politico dell’epoca, in modo da dare le dovute giustificazioni alle azioni intraprese dai protagonisti. Quindi, senza andare a spoilerarvi il resto della trama, posso consigliare la serie a chiunque voglia uscire un po’ dai soliti schemi giallo, thriller/polizieschi e avventurarsi con la fantasia per i mari. Ultima raccomandazione: non aspettatevi una serie di quelle che non vi faranno muovere dalla poltrona, preparatevi piuttosto a passare alcune ore piacevolmente, senza alcun impegno.

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