Black Hollow Cage: un viaggio nel tempo e nell’incubo

Black Hollow Cage: un viaggio nel tempo e nell’incubo

Una casa ultramoderna nel bosco, un cane che parla, un braccio robotico. E la calma apparente viene distrutta. L’unico aiuto arriva da qualcosa di molto misterioso: un grande cubo nero comparso dal nulla.

Articolo di Leo Lorusso

Non aspettatevi nessuno dei soliti cliché sulla robotica o i viaggi nel tempo con questo Black Hollow Cage (ovvero, La gabbia nera vuota), il regista spagnolo Sadrac González-Perellón al suo esordio nei lungometraggi dopo alcuni corti, ci porta in una casa nel bosco avvolta in un’atmosfera tanto silenziosa quanto inquietante, che potrebbe trovarsi nelle vicinanze di quella di Ex-Machina.

Qui vive la giovane protagonista, Alice (Lowena McDonnell), a cui è appena stato impiantato un braccio robotico. Alice vive con il padre ossessivo Adam (Julian Nicholson) e  ha un cane, che chiama mamma, la quale non solo le parla, ma la aiuta ad affrontare questa nuova esperienza con il braccio artificiale.

Ma la calma apparente viene interrotta dall’arrivo di due fratelli: Erika (Haydèe Lysander) e Paul (Marc Puiggener).

Poco dopo, Alice scopre nel bosco un grande cubo nero che la mette in guardia sui nuovi arrivati.

Quando la ragazzina scopre troppo tardi le letali intenzioni dei due, il cubo le offre la chance di viaggiare indietro nel tempo per cambiare gli eventi.

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