Avengers: Infinity War

Avengers: Infinity War

Si scrive Marvel, si legge Disney. Il gigante di Burbank domina la scena, cannibalizza l’industria, insegue incassi da capogiro e tiene le fila di franchise inesauribili. Ma soprattutto è un grande narratore, che non ha paura di reinventarsi quando serve qualche novità. Arrivati al diciannovesimo film Avengers: Infinity War, gli universi paralleli si fondono e tutte le avventure trovano un punto d’incontro.

I guardiani della galassia scoprono la furia di Thor, la tenacia dei Vendicatori, e in lontananza si sentono ancora gli echi della Civil War. Lo spettro del fumettone machista e senza pretese era all’orizzonte, ma i fratelli Anthony e Joe Russo scoprono una nuova maturità. Quando si tratta di scatenare il finimondo sono sempre in prima linea. Maestri del CGI, in poche parole degli effetti speciali, e del corpo a corpo, concepiscono il live action come una forma d’arte.

 

I registi di Cleveland usano la macchina da presa in modo arrembante, e hanno abituato il pubblico a scontri al cardiopalma già in Captain America: The Winter Soldier. Qui si ispirano addirittura alle battaglie in campo aperto in stile Il Signore degli Anelli. Il piano sequenza iniziale è mozzafiato: Doctor Strange e Iron Man sono alle prese con la prima invasione aliena e l’aria è quella di un film di guerra, il segnale di quello che verrà. L’apocalisse incombe e sull’intera storia grava il peso di un destino beffardo, pronto a scatenare tutta la sua ira.

Sorgente: Avengers: Infinity War – Cinematografo

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