Andromeda, una serie copia/incolla

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L’arte del copia/incolla è una delle tecniche più diffuse nelle serie televisive e ogni serial ne ha fatto uso, prima o poi, per riempire qualche puntata o per riassumere quanto accaduto nelle stagioni precedenti, così da dare una svolta a quelle successive. Stiamo parlando di un ripetere le scene per esigenze di trama e non un ricopiare una determinata scena con la speranza che nessuno si accorga della ” clonazione”. Tuttavia, in Andromeda, l’escamotage diventa un “brutto vizio”. La profusione di scene riutilizzate, per riempire i “buchi” delle varie puntate, diventa talmente tanto frequente da far sorgere seri dubbi sulla sanità mentale degli sceneggiatori. Sono loro che non si ricordano cosa hanno girato nelle stagioni precedenti? O sono gli spettatori che vanno “rinfrescati” perché mortalmente annoiati dall’ennesimo flashback narrativo. Ovvero, prima mi fai assopire con stralci ripetuti di quanto già visto, fino a farmi addormentare, così da farmi perdere le uniche scene realmente inedite di una puntata, riproponendomele per altre tre o quattro volte nelle puntate successive, così da farmi addormentare di nuovo… mortalmente perverso, direi.

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Va bene, partiamo dall’inizio, ovvero col dirvi cos’è Andromeda. Trattasi di serie televisiva andata in onda per ben cinque stagioni (con il copia/incolla si fa in fretta a farne 5), di genere fantascientifico e creata da Gene Roddenberry. Andromeda è il nome dell’astronave da guerra comandata dal capitano Hunt, interpretato dall’herculiano Kevin Sorbo, il quale, tra l’altro, cita se stesso piuttosto frequentemente nella prima stagione, cercando di strappare un sorriso allo spettatore con frasi ad effetto come: “non sono un dio…”. A proposito di frasi ad effetto, il suo ruolo farebbe impallidire anche il buon Horatio Caine che, in CSI Miami, ha condito tutti gli episodi della celebre serie con quel movimento continuo del “metti-gli-occhiali, togli-gli-occhiali” mentre spandeva a profusione perle di saggezza. E se a Horatio potevamo perdonare quel modo pomposo di fare, in fin dei conti gli cadeva a pennello, sul capitano Hunt il “vestitino” sta un po’ stretto e risulta un tantino ridicolo.

Nelle varie puntate avventurose, a spasso nello spazio, fra una battaglia, un tradimento, uno sbaciucchiarsi inutile e tante citazioni assurde (vedi un brano di Dante o un altro di Nietzsche), il buon capitano Hunt conduce il suo equipaggio attraverso episodi talvolta improbabili, altre volte impossibili e altri ancora inutili.

Nel cast figurano alcuni personaggi tutto sommato godibili, gli unici che, forse, si potrebbero salvare dal serial: l’ingegnere umano Seamus Harper e l’ufficiale semi umano Telemachus Rhade, quest’ultimo attore di ruolo nella quarta e quinta stagione. E giusto perché sono buona, una citazione di merito la darei anche all’avatar umano di Andromeda (dell’astronave, giusto per capirci), Rommie, primo perché in sé l’idea è buona (l’avatar umano di un’astronave da guerra non è così comune) e poi perché spesso risulta essere la più “umana” di tutti, nonostante il suo essere stata costruita con tecnologie futuristiche.

Sul resto stenderei un bel velo pietoso, nonostante la produzione abbia tentato di attirare gli spettatori con dei bei fustacchioni maschili e splendide curvilinee protagoniste femminili, gli amanti del genere devono per forza aver storto il naso al termine della seconda stagione. E quel continuo copiare/incollare le scene non ha aiutato a migliorare la situazione.

Unica nota veramente positiva è Andromeda… ed è tutto dire 😀

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